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NICOLETTA BRACCI
Descrizione:
Sono nata nel 1966 a Campiglia Marittima, un paese in provincia di Livorno, sono sposata con Maurizio e ho un figlio di 11 anni che si chiama Davide. Vivo a San Vincenzo con tutta la mia famiglia, compresi i suoceri , cugini e un paio di zii, in una grande casa un po’ lontana dal paese ma a un tiro di schioppo dal mare.
Mi piace molto leggere libri gialli, ascoltare musica blues e adoro il cinema. Non sono una sportiva ma con un marito e un figlio appassionati di rugby, mi sono trovata coinvolta nelle varie attività della squadra Rugby Rufus di cui fanno parte e visto che amo cucinare mi dedico prevalentemente all’organizzazione dei “terzi tempi” che faccio con infinito piacere e soddisfazione.
Mi diverto anche a fare teatro con il “Gruppo Giovani” dell’Avis di Campiglia Marittima, ogni anno mettiamo insieme una commedia brillante e facciamo delle rappresentazioni sul territorio, i cui proventi devolviamo poi a scopo benefico.
Lavoro nel magazzino di confezionamento ortofrutticolo di una cooperativa di produttori della mia zona, la val di Cornia, un lavoro stagionale, legato soprattutto alla raccolta dei prodotti tipici di questo territorio.
Il mio impegno politico è iniziato attivamente nel 1998 con la nascita del partito dei Comunisti Italiani. Mi sono riconosciuta nelle politiche di questo partito e ho cercato, nel limite delle mie capacità, di contribuire alla divulgazione e comprensione di queste nel territorio dove vivo. Attualmente ricopro la carica di tesoriere della federazione di Livorno e dall’ultimo congresso nazionale sono anche membro del comitato centrale. Credo molto nel progetto di riunificazione dei partiti comunisti, che sento come una cosa indispensabile per il superamento delle politiche capitalistiche, per la redistribuzione delle ricchezze, per una politica della piena occupazione, della giustizia sociale, del diritto allo studio e della pace.
Mi sono candidata alla elezioni Europee e chiedo il vostro voto perchè credo fermamente in quanto sopra detto e credo anche che questa Europa abbia bisogno di un volto più popolare. Nel governo Europeo ci vogliono gli esperti finanziari, gli economisti, i politici, loro devono trovare i soldi, ma devono chiedere a noi operai, a noi donne, a noi lavoratori precari, qual è il modo giusto e prioritario per spenderli.
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