Nato nel 1964 a Carbonia, all’età di ventidue anni emigra a Torino. Per potersi sostenere accetta qualsiasi lavoro, dal venditore di enciclopedie all’operaio edile, finché non lo assume la Fiat. Dopo qualche anno si tessera alla Fiom. In Sardegna ha seguito le iniziative del PCI, promotore di un comitato di disoccupati, è stato nelle lotte al fianco degli operai della Carbonsulcis per impedire la chiusura della miniera. Attualmente è delegato della Fiom alla FIAT Mirafiori.
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Vi parlo un po` di me. Sono nato e vissuto a Carbonia fino all’età di ventidue anni, più tardi ho deciso di emigrare in Piemonte con la speranza di trovare un lavoro fisso. I Primi anni a Torino sono risultati particolarmente duri; per potermi sostenere ho fatto di tutto, dal venditore di enciclopedie all’operaio edile, nel frattempo rivolgevo domande in giro per le fabbriche del Piemonte fino a quando mi assunse la Fiat.
In quell’epoca, anni 80/90 la Fiat assumeva moltissimi giovani. Dopo qualche anno fui avvicinato da un compagno della Fiom il quale mi propose la tessera del partito. In Sardegna seguivo molto le iniziative del partito Comunista, fui promotore di un comitato di disoccupati sostenuto finanziariamente dal partito e dalla CGIL , fui coinvolto nelle lotte al fianco degli operai della CARBONSULCIS per impedire la chiusura della miniera.
Nel 1998 la Fiat decise di terziarizzare la logistica assegnando l’appalto alla TNT con il conseguente bisogno di riformare le R.S.U. La Fiom mi proponeva la candidatura e ancora oggi sono un delegato della Fiom Ceva logistics (nel frattempo l’azienda ha cambiato nome).
" Chi meglio di chi vive quotidianamente i problemi della fabbrica e che tocca con mano i problemi della gente può veramente rappresentarli in Europa?"